Centocelle

C'è una rete di gallerie sotterranee che spaventa Tor de' Schiavi e Centocelle

La voragine che si è aperta in uno dei viali d'accesso al comprensorio di Ater a gennaio 2021 è solo la punta dell'iceberg: sotto si snodano 15mila metri quadrati di gallerie sotterranee

La voragine che si è aperta a gennaio 2021 in via Tor de’ Schiavi, in un vialetto di accesso al civico 261 del comprensorio Ater, ha portato allo scoperto una situazione decisamente più preoccupante rispetto a quella inizialmente prospettata: sotto all’asfalto tra Centocelle e il Prenestino si snoda un reticolo di gallerie di cui nessuno era a conoscenza, cavità che si allungano verso il parco Somaini e che in alcuni punti mettono a rischio, inevitabilmente, la stabilità di alcune porzioni di territorio.

L’esistenza di questa "città sotterranea" è stata confermata dagli speleologi della Protezione Civile e dai tecnici dei dipartimenti Pau e Csimu: sono stati loro a effettuare i sopralluoghi che hanno consentito di tracciare una mappa parziale del reticolo di gallerie, esteso di almeno 15mila metri quadrati (stima al ribasso, perché i tecnici non sono riusciti a spingersi troppo avanti). E se in alcuni punti, grazie alla presenza di muri di sottofondazione, la stabilità è accertata, in altri, principalmente sotto i vialetti che portano alle case popolari, i tecnici hanno riscontrato crolli e cavità che potrebbero portare ad altri sprofondamenti del suolo.

Quindicimila metri quadrati di gallerie sotterranee: "In alcuni punti stabilità fortemente compromessa"

Della questione si è parlato nel corso di una commissione congiunta Ambiente-Lavori Pubblici, cui hanno partecipato, tra gli altri, gli esperti della Protezione Civile e la vicepresidente e assessora ai Lavori Pubblici del Municipio V Maura Lostia. Proprio Lostia ha spiegato che quello di Tor de’ Schiavi è un problema “di complessa risoluzione. Nel corso dei primi mesi successivi alla formazione della voragine e alla scoperta delle gallerie abbiamo costruito un bypass fognario e sono state fatte mappature del sottosuolo. Abbiamo convenuto con Protezione Civile e Ater di creare un accesso alle gallerie agevole e delimitato, di modo che una volta chiusa la voragine si avesse comunque un punto di accesso per verificare la stato del sottosuolo nel corso del tempo".

“Quella che abbiamo avuto modo di vedere è una rete di gallerie sotterranee a camere e pilastri di cui non avevamo conoscenza - ha spiegato l’ingegner Gianluca Ferri, funzionario dell’ufficio Rischio Geologico e Geomorfologico di Roma Capitale - La voragine che si è aperta il 19 gennaio del 2021 è stata causata dallo sversamento e dal cedimento di una condotta fognaria, che ha messo in comunicazione la superficie con rete gallerie. Abbiamo effettuato diverse ispezioni nel sottosuolo per vedere lo sviluppo di queste gallerie e verificare le condizioni di sicurezza sia nel pubblico sia nel privato, anche per capire si potessero verificare altri sprofondamenti. Parte di questa rete è in condizioni molto instabili, parte invece è in assoluta stabilità”.

La protezione civile, nel frattempo, ha realizzato una carta della pericolosità dei cunicoli dividendoli in quattro settori: la parte più stabile è quella su cui sorge l’istituto Ambrosoli, la più critica è proprio quella all’interno del comprensorio Ater, insieme con la zona del parcheggio del mercato coperto: la presenza dei mezzi pesanti che caricano e scaricano quotidianamente potrebbe pregiudicare la stabilità della volta delle gallerie. C’è poi un altro crollo limitato “che non abbiamo neppure ben capito come si sia creato”, ha detto Ferri, e che è stato individuato in una zona molta confinata all’esterno del parco Somaini.

Il nodo delle competenze: a chi tocca intervenire?

Il tema principale emerso in commissione, insomma, è quello delle competenze. A chi tocca intervenire (e nel modo più rapido possibile) per chiudere la voragine e mettere in sicurezza la zona? Lostia ha spiegato che "per Acea la condotta è privata, dal punto di vista delle amministrazioni non si ha ancora una definizione di chi dovrà occuparsi del ripristino e della messa in sicurezza, e la voragine intanto resta aperta". Con conseguenze pesanti sia sulla viabilità sia sulla sicurezza. Basti pensare che nell’estate appena trascorsa un mezzo dei vigili del fuoco, chiamati per un incendio nel comprensorio, non è potuto entrare. E il timore che la situazioni si aggravi, magari per altri cedimenti all’interno di queste gallerie sotterranee, è elevato. Tanto che il Municipio ha interessato della questione anche l’Avvocatura, che ha intimato al “proprietario delle aree” di procedere con il ripristino. Chi sia il proprietario effettivo, però, ancora non è chiaro: deve intervenire Ater o deve intervenire Roma Capitale? Chi dovrà, insomma, sborsare i circa 650mila euro che secondo le stime sono necessarie per mettere in sicurezza le aree a maggiore rischio crollo?

“Con i dipartimenti Csimu e Pau abbiamo chiesto di convocare il prima possibile un tavolo per dirimere la situazione e trovare una soluzione che ci permetta di ripristinare l’accesso al comprensorio, visto che la voragine si è aperta proprio su un dialetto di accesso - ha aggiunto Lostia - Bisogna definire le responsabilità e capire chi deve fare cosa. Dopo due anni questa situazione ha necessità reale di arrivare a una fine, l’accesso in galleria che si sta facendo da via Fiuggi è ormai quasi terminato, dobbiamo procedere con la seconda fase”.

Intanto l’autunno è ormai alle porte, e con la previsione di mesi caratterizzati da piogge torrenziali i timori aumentano: “L’evoluzione negativa nelle zone rosse può verificarsi nel breve e medio termine”, ha sottolineato Ferri. Tradotto: bisogna fare presto.


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